Notifiche, messo notificatore e tanti guai: le regole per una notifica perfetta

In vista della notifica da effettuarsi a mezzo posta ex art. 140 c.p.c., qualora l’avviso di ricevimento non contenga un’analitica indicazione di tutte le formalità svolte dall’ufficiale postale, per giunta non provate in giudizio dal notificante, la notifica dovrà considerarsi radicalmente nulla, con ogni ovvia conseguenza rispetto all’intero giudizio ed alla sentenza successivamente emanata.

Questo è il principio sancito dalla Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 6678/18 del 19/03/2018.

La vicenda prendeva le mosse dall’appello proposto dal soccombente di primo grado, il quale si è visto condannare sulla base di una dichiarazione di contumacia nel giudizio di primo grado.

Il Tribunale, interpellato in grado di appello, ha accolto le doglianze dell’appellante, dichiarando la nullità della citazione introduttiva del giudizio di primo grado e, conseguentemente, della sentenza di condanna emanata, atteso che la notifica ex art. 140 c.p.c. dell’atto di citazione non era stata correttamente eseguita o non provata, sia dal messo notificatore che, in giudizio, dall’attore.

Il soccombente in grado appello ha proposto ricorso, con un unico motivo ex art. 360, n. 5. c.p.c., adducendo che il tribunale non avesse analizzato la documentazione prodotta comprovante l’attività svolta dall’ufficiale giudiziario; di converso, il resistente, con controricorso, ha eccepito la produzione di documentazione nuova, atteso che agli atti del primo grado era stata prodotta solo la cartolina di ritorno, priva di ogni indicazione dell’attività presumibilmente svolta e necessaria per la regolarità della notifica ex art. 140 c.p.c.

La Corte, pertanto, chiamata a pronunciarsi in merito, ha ribadito un principio già cristallizzato, ovvero che “in caso di notificazione a mezzo posta, l’ufficiale postale, qualora non abbia potuto consegnare l’atto al destinatario o a persona abilitata a riceverlo in sua vece, ai sensi degli artt. 8 e 9 della legge 20 novembre 1982 n. 890, ha l’obbligo, dopo aver accertato che il destinatario non ha cambiato residenza, dimora o domicilio, ma è temporaneamente assente, e che mancano persone abilitate a ricevere il piego, di rilasciare al notificando l’avviso del deposito del piego nell’ufficio postale e di provvedere, eseguito il deposito, alla compilazione dell’avviso di ricevimento che, con la menzione di tutte le formalità eseguite, deve essere restituito con il piego al mittente, dopo la scadenza del termine di dieci giorni dal deposito; ne consegue che, ove l’avviso di ricevimento non contenga precisa menzione di tutte le descritte operazioni e in difetto di dimostrazione dell’attività svolta dall’ufficiale postale offerta aliunde dal notificante, la notifica è radicalmente nulla.”

Concludendo, la Corte ci insegna: al bando lo spending review per l’ufficiale giudiziario, che dovrà mettere in atto tutte le formalità per una notifica perfetta.

Cass., Sez. III, 19 marzo 2018, ordinanza n. 6678

Viviana Campanile – v.campanile@lascalaw.com

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