Nessun rinnovo dell’iscrizione ipotecaria? Salva l’ammissione col privilegio ipotecario

Il mancato rinnovo dell’iscrizione ipotecaria, alla scadenza del ventennio non può costituire ragione per la degradazione al chirografo del credito nel frattempo ammesso al passivo in privilegio.

Il Tribunale di Mantova, con decreto del 2 febbraio 2018, ha richiamato e ribadito il recente orientamento della Corte di Cassazione secondo il quale affinché la garanzia ipotecaria giovi al creditore è sufficiente che costui abbia chiesto ed ottenuto l’ammissione allo stato passivo del fallimento del proprio credito, purché alla data della domanda l’iscrizione ipotecaria non abbia superato il ventennio, permanendo tale efficacia per l’intero corso della procedura.

Nel caso di specie, un Istituto di credito era stato ammesso allo stato passivo al privilegio in forza di ipoteca preceduta da ipoteca in favore di altro creditore del pari ammesso allo stato passivo in via privilegiata. L’ipoteca di primo grado però, non era stata tempestivamente rinnovata alla scadenza del ventennio dal compimento della prima formalità pubblicitaria. Tuttavia, il curatore nella predisposizione del progetto di riparto parziale aveva tenuto conto dei previlegi ipotecari così come riconosciuti alla data di esecutività dello stato passivo e non aveva considerato la mancata rinnovazione.

La questione relativa alla perdita per il creditore del diritto di prelazione in assenza del rinnovo dell’iscrizione ipotecaria alla scadenza del ventennio, è stata oggetto di un ampio dibattito che inizialmente volgeva in senso sfavorevole per il creditore. L’orientamento della giurisprudenza di legittimità, infatti, riconoscendo che il termine ventennale di efficacia dell’iscrizione ipotecaria, di cui all’ art. 2847 c.c., operava anche all’interno della procedura fallimentare riteneva che lo stesso non veniva né sospeso né interrotto dal provvedimento di ammissione del credito garantito al passivo fallimentare. Pertanto, anche nel corso del fallimento, il creditore che aveva assolto l’onere di rinnovare tempestivamente l’ipoteca, veniva degradato al chirografo.

Tuttavia, la Corte di Cassazione ha, successivamente, capovolto tale indirizzo.

La decisione assunta dai Giudicanti della Suprema Corte, prende le mosse dal carattere preclusivo del decreto di approvazione dello stato passivo ex art. 96 L.F. il quale, in assenza di impugnazioni, preclude ogni questione relativa all’esistenza del credito, alla sua entità, all’efficacia del titolo da cui deriva e all’esistenza di cause di prelazione. Pertanto, l’intangibilità del decreto non ammette il riesame del credito da parte del giudice delegato in sede di finale distribuzione di un credito già ammesso.

Conseguentemente, il mancato rinnovo dell’iscrizione ipotecaria alla scadenza del ventennio dal compimento della prima formalità pubblicitaria, non comporta la degradazione al chirografo del credito già ammesso allo stato passivo in via privilegiata, considerata l’intangibilità dello stato passivo e considerato, altresì, che tale omissione non estingue il titolo ipotecario ed il diritto di credito garantito, attenendo al solo profilo dell’efficacia e perciò non estinguendo né il titolo ipotecario né il diritto di credito garantito.

Tribunale di Mantova, 02.02.2018

Angelica Macchi – a.macchi@lascalaw.com

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