Tempus fugit: se il termine è perentorio, nessuna sanatoria

Con l’ordinanza del 17 gennaio 2018, la Suprema Corte ha sancito che il mancato rispetto del termine perentorio relativo all’iscrizione a ruolo del giudizio di merito conseguente all’opposizione all’esecuzione, comporta l’improcedibilità dello stesso.

Nel caso di specie, a conclusione della fase cautelare del giudizio di opposizione, relativo a procedura esecutiva mobiliare, il Giudicante rigettava l’istanza di sospensione e fissava termine per l’introduzione del giudizio di merito.

Ebbene, a fronte dell’inattività dell’opponente, la creditrice procedente notificava nei termini fissati l’atto di citazione in opposizione, ma iscrivendo la causa a ruolo tardivamente, in difformità rispetto alla disposizione di cui all’art. 616 c.p.c. che prevede i termini ridotti alla metà. Anche l’esecutato si costituiva in giudizio, benché tardivamente.

La sentenza di primo grado, poi confermata in appello, sanciva la improcedibilità dell’opposizione iscritta a ruolo fuori termine.

Proponeva, ricorso in Cassazione la creditrice procedente lamentando la violazione degli artt. 181 e 307 c.p.c. e sostenendo che la conseguenza, a fronte della ritardata costituzione in giudizio di entrambe le parti in causa, avrebbe dovuto essere la cancellazione della causa dal ruolo con facoltà di riassumerla nei tre mesi.

La tesi della ricorrente, sebbene condivisa dal relatore, è stata rigettata dal Collegio il quale ha ritenuto che nel caso di specie la questione di diritto non riguardi la tardiva costituzione in giudizio, sanabile qualora una delle parti si costituisca tempestivamente, bensì la tardiva iscrizione a ruolo della causa con violazione del relativo termine perentorio.

Pertanto, dalla vicenda in esame emerge il seguente principio di diritto: la conseguenza del mancato rispetto di un termine perentorio – e come tale è espressamente indicato il termine per l’iscrizione della causa a ruolo, previsto dall’art. 616 c.p.c. – è l’improcedibilità, che non ammette sanatorie.

Cass., Sez. VI Civ., 17 gennaio 2018,  n. 1058

Francesco Gisonnif.gisonni@lascalaw.com

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