Notifica tardiva allo scoccare delle ore 21.00

La notifica via pec eseguita dopo le ore 21.00 del giorno di scadenza è considerata tardiva tanto per il notificante quanto per il destinatario.

Questa è la conclusione a cui è giunta la Suprema Corte, la quale ha dichiarato inammissibile il ricorso per Cassazione notificato dal difensore a mezzo pec alle ore 23.47 del giorno di scadenza, accogliendo così l’eccezione preliminare contenuta nel controricorso proposta dal difensore del resistente.

La Corte di Cassazione, dopo aver preliminarmente ripercorso la normativa applicabile, ha rilevato tuttavia che questa non può considerarsi applicabile al caso di specie.

In particolare, ai sensi dell’art. 16 septies del D.L. 90/2012 convertito in L. 221/2012, l’art. 147 c.p.c. si applica anche alle notifiche telematiche e pertanto la notifica eseguita dopo le ore 21, si considera perfezionata alle ore 7 del giorno successivo. Tale disposizione normativa nulla prevede però in merito alla scissione degli effetti della notifica.

Secondo il consolidato orientamento di legittimità nel nostro ordinamento è principio generale di diritto vivente il principio della scissione degli effetti delle notifiche tra notificante e destinatario della notifica e pertanto il momento in cui la notifica si deve considerare perfezionata per il notificante è diverso da quello in cui si perfeziona per il destinatario. In particolare la notifica per il notificante si perfeziona con la consegna all’ufficiale giudiziario dell’atto da notificare, mentre per il destinatario dalla ricezione del medesimo atto. Tale principio è stato elaborato per evitare di far ricadere sul notificante incolpevole gli effetti negativi di un ritardo nel procedimento notificatorio in riferimento ad attività in esso comprese ma sottratte al controllo del notificante. Si tratta di un principio volto quindi a tutelare chi, in buona fede, avvalendosi della necessaria attività processuale svolta da un terzo possa essere pregiudicato dal mancato o ritardato compimento di tale attività per cause al di fuori della sua volontà o sfera di controllo.

Detto principio di scissione degli effetti, come evidenziato dalla Corte, non opera però al di fuori delle ipotesi per cui è stato creato, ad esempio per le notifiche eseguite via pec. In questa ipotesi, la notifica si perfeziona per il notificante nel momento in cui viene generata la ricevuta di accettazione e per il destinatario la ricevuta di avvenuta consegnata.

La Corte ha perciò rilevato che il principio non ha ragione di operare quando la legge espressamente prevede i tempi per il corretto ed efficace svolgimento di un’attività, qualora (come nel caso di specie) è proprio il notificante ad aver iniziato il compimento di un’attività in ritardo rispetto al limite di tempo previsto per legge.

Cass., Sez. III Civ., 21 settembre 2017 n° 21915

Ludovica Citarella – l.citarella@lascalaw.com

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