“Vecchia” la segnalazione in CR? Nessun pregiudizio

Il tema è stato affrontato, proprio nei giorni scorsi, dal Tribunale di Milano che ha rigettato un ricorso ex art. 700 c.p.c. promosso da un correntista (persona fisica) nei confronti di un Istituto di credito.

Il ricorrente aveva adito il Tribunale meneghino per ottenere la cancellazione della segnalazione a sofferenza della propria esposizione debitoria presso la Centrale Rischi della Banca d’Italia avvenuta nel – lontano – 2011.

L’istante si era tuttavia limitato a sostenere che la segnalazione in CR fosse fonte di perdurante pregiudizio, alla luce della usuale maggiore difficoltà ad accedere al credito bancario.

La difesa della Banca, affidata al nostro Studio, ha dal canto suo sottolineato la mancata prova del pregiudizio patito dal ricorrente nel periodo di tempo intercorso fra la segnalazione a sofferenza (risalente appunto al  2011) e la proposizione del ricorso cautelare, avvenuto ben sei anni più tardi.

Ebbene, la difesa della resistente ha avuto la meglio ed il ricorso è stato rigettato, perché ritenuto infondato.

In particolare il Giudice ha evidenziato “l’insussistenza di alcun pericolo di pregiudizio imminente ed irreparabile derivante dalla segnalazione contestata che non consenta a parte ricorrente di attendere la definizione di giudizio ordinario di accertamento dell’eventuale illegittimità della segnalazione contestata.” Ma vi è di più. Infatti, il Tribunale non ha avuto dubbi nell’escludere la concessione del provvedimento cautelare richiesto stante il considerevole lasso di tempo trascorso.

Sul punto l’ordinanza in commento ha chiaramente sottolineato che“Sebbene il possibile pregiudizio derivante da un’illecita segnalazione in centrale rischi perduri per tutto il periodo di tempo nel quale la segnalazione è pubblicata, parte ricorrente non ha dimostrato né allegato, con il proprio ricorso cautelare, di avere fondato motivo di temere che nel tempo occorrente per far valere il suo diritto in via ordinaria, questo sia minacciato da un pregiudizio imminente ed irreparabile, essendo trascorsi più di sei anni dall’illecito contestato senza che sia stato documentato alcun pregiudizio e tenuto conto come sei anni siano un tempo nel quale è ragionevole attendersi la definizione di giudizio di cognizione ordinaria sull’illiceità della segnalazione in Centrale rischi. Non v’è alcuna ragione, pertanto, che giustifichi l’introduzione del presente giudizio cautelare per l’accoglimento delle doglianze di parte ricorrente”.

In definitiva, per il Tribunale di Milano “l’assoluta mancanza di alcun periculum in mora costituisce ragione più liquida di rigetto del ricorso cautelare”, con condanna del ricorrente alle spese del giudizio.

Tribunale di Milano, ordinanza del 24 ottobre 2017 (leggi l’ordinanza)

Paola Maccarrone – p.maccarrone@lascalaw.com

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