Prosecuzione della procedura esecutiva immobiliare: il gioco deve valere la candela

Con il provvedimento in commento, il Giudice del Tribunale di Milano, alla luce del disposto contenuto nell’art. 164 bis disp. Att. c.p.c. (“Infruttuosità dell’espropriazione forzata”), ha provveduto a fissare innanzi a sé udienza di comparizione parti, al fine di valutare l’opportunità di dichiarare l’estinzione della procedura esecutiva per improbabile soddisfacimento delle pretese creditorie.

La disposizione appena citata è stata introdotta dalla novella legislativa del 2014; la ratio sottesa alla norma è quella di impedire la prosecuzione antieconomica delle procedure esecutive c.d. “inutilmente pendenti”, ovvero nei casi in cui è possibile presumere che i costi per la prosecuzione dell’esecuzione possano essere più elevati dell’effettivo ricavo della vendita.

Dalla formulazione della norma non è dato desumere con precisione quali siano le condizioni in presenza delle quali sia possibile ricorrere all’estinzione anticipata della procedura esecutiva. Tuttavia, nella prassi ormai sono stati individuati degli elementi indicizzanti, riscontrabili altresì nel provvedimento di fissazione udienza ex art. 172 Disp. Att. c.p.c. emesso lo scorso 20 giugno dalla Dott.ssa Mennuni e qui in commento.

In particolare, il Giudice ritiene che costituisca “indizio di infruttuosità la circostanza per cui, pure a seguito di molteplici esperimenti di vendita, il bene non ha suscitato interesse nel mercato, e ciò nonostante l’ampia pubblicità attuata e il fatto che sia stato posto in vendita ad un prezzo estremamente esiguo in valori assoluti”. Allo scopo di valutare la potenziale infruttuosità della vendita il G.E ha richiesto il deposito da parte del professionista delegato e del custode di un’apposita relazione, nella quale dovranno essere espressamente indicati l’ammontare delle pretese creditorie e delle spese di giustizia sostenute (e che si presume di sostenere), le eventuali ragioni che possono aver ostacolato la vendita, specificando se sussistano probabilità di liquidazione del bene, tenendo anche conto di eventuali contatti intrattenuti con eventuali interessati all’acquisto.

L’applicazione della norma è rimessa al potere discrezionale del Giudice che valuterà in base al caso concreto l’opportunità di definire in via anticipata la procedura esecutiva e ciò a prescindere dall’accordo del creditore procedente.

Si segnala che la Sezione Esecuzioni Immobiliari del Tribunale di Milano, sempre più spesso, di fronte al continuo ribassarsi dei prezzi di vendita, provvedono a fissare ai sensi dell’art. 485 c.p.c. udienza di comparizione parti, al fine di verificare la fruttuosità dell’esecuzione, con conseguente estinzione della procedura esecutiva ai sensi dell’art. 164 bis disp. att. c.p.c.

Tribunale di Milano, 02/06/2017 (leggi la sentenza)

Maria Laura Meleti – m.meleti@lascalaw.com

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